Il sindacalista è troppa trama

Il sindacalista, come la scena del corteggiamento nel film porno, è troppa trama. Ieratico come un pretonzolo e con i tempi di Celentano arringa l’uditorio provato dalla levata antelucana. Il rinnovo del contratto, dice lui, sarà complicato. Insiste sulla complicazione, 45 minuti di introduzione sulle nuove forme contrattuali immagino servano a inoculare l’ansia che fa votare senza immaginazione. Insiste. Difficoltà insormontabili ci aspettano. Ci vuole unità, il rinnovo è complicato, difficoltà, complicato, e proprio al climax della difficoltà insormontabile gli squilla il telefono. E risponde.

Mi rimetto le cuffie e ascolto Van Morrison.

Cose da insegnare ai figliuoli (almeno 3)

Insegnate tre cose ai vostri figliuoli. Il senso dell’orientamento, la geografia e il rispetto dei divieti quando sensati. Altrimenti, come quelli che ho visto stamani alla stazione, attraverseranno il binario su cui sta arrivando il treno da Viareggio guardando solo verso Firenze. Quando il treno ve li schiaccerà non troverete nessun ufficio apposito per presentare reclamo.

Il pensiero umano

Il pensiero umano si manifesta ormai soltanto attraverso l’adesione a campagne d’odio, a campagne di controinformazione, a campagne di diffusione del pensiero dominante, a campagne di ridicolizzazione dell’altro (non del diverso) che implicitamente esprimono la speranza, vana, d’esser parte dell’esigua minoranza pensante.

Si azzuffano i cani (l’occidente)

Si azzuffano i cani – (l’occidente)

Nella strada si azzuffano due cani
E i padroni li trattengono a fatica
sono mossi da una confidenza antica
con la forza innocente smarrita dagli umani.
L’occidente annaspa intimorito
Più che altrui, proprio rancor temendo.
È una conca di veleni, un rogo orrendo
un pensionato sprezzante, pensiero incerto, vacuo,
incenerito.

La dittatura dell’uomo normale

Un uomo normale, uno che va a lavorare, che costruisce da solo le possibilità senza cercare scorciatoie, uno che cerca di essere onesto, disorganico, non compromesso, vede un funerale in tv e si rende conto una volta di più e più nitidamente che è circondato da gente di merda aiutata da altra gente di merda, avverte il pericolo, vacilla, è tentato dalla risposta autoritaria, invoca prima silenziosamente l’avvento della dittatura militare, poi ne parla con altri interlocutori al pari di lui insicuri, poi prende coraggio e urla forte a tutti che sarebbe necessario sterminare tutta questa feccia impestata e come per magia succede. Avviene la dittatura e per le strade c’è gente armata che cerca della gente da sterminare. Dopo un iniziale entusiasmo l’uomo normale si rende conto che questi che girano armati sono gli stessi che prima giravano armati di nascosto. Che è proprio quella gente di merda di cui invocava lo sterminio quella a cui adesso deve un rispetto istituzionale senza discussioni.

Finisce dunque per portare rispetto senza discutere, aderisce consapevole di non aver avuto la forza di attendere un pensiero più nitido, non inquinato dalla spinta emotiva, torna a casa dal lavoro e al figlio insegna ad aderire, a non discutere, tutto per la salvaguardia del bene più prezioso.

A sera piange da solo chiuso nel cesso, fingendo lunghi bisogni.